Mi impegno in politica con passione, nel mio tempo libero, nel Partito Democratico. Ho condiviso le mie competenze del mondo economico, dell’impresa, della finanza contribuendo a produrre proposte e documenti. In questi anni non mi sono mai sottratta dall’impiegare la mia energia in tutte le campagne elettorali del centro sinistra. Ho fatto parte in modo rilevante della squadra di esperti e parlamentari che hanno portato a compimento una delle poche leggi del parlamento della XVI legislatura, la 120/2011, sulla presenza del genere sottorappresentato nei consigli di amministrazione. Ho seguito, anche attraverso le audizioni parlamentari che ho tenuto, tutto l’iter legislativo e, insieme alle mie colleghe,  ho scritto un libro con la nostra esperienza: Donne e Cda – La legge 120/2011(Franco Angeli, 2013).Sono una donna che viene dall’impresa profit e dall’impresa sociale e che tutt’ora opera in questi ambiti, che insegna all’università, che scrive libri, che partecipa a seminari e convegni e non smette mai di studiare. Posso definirmi appartenente alla cittadinanza attiva.Oggi l’Italia affronta una importante, drammatica, cruciale fase di cambiamento: noi che apparteniamo alla cittadinaza attiva siamo chiamati a dare di più.Che cosa posso dare io?Porto con me una visione internazionale. Il mio modo di pensare è frutto di molti anni di lavoro all’estero. I miei orizzonti sono aperti: so che cosa significa Europa e sono consapevole del ruolo dell’Europa, e dell’Italia in Europa.Posso immaginare l’Italia come un Paese moderno, che prende il meglio dagli altri PaesI e con la sua capacità crea valore aggiunto e riparte, inventando il proprio futuro. So che questa non è un’utopia, ma una possibilità che, per tradursi in realtà, chiede visione, pragmatismo, determinazione, pazienza eun’enorme quantità di energia.Mi occupo da tanti anni di innovazione. L’ho fatto nei settori tecnologici e lo faccio nella cooperazione sociale occupandomi di innovazione sociale. Opero per portare questa mia competenza di metodo e di progetto nel dibattito politico che disegnerà l’Italia dei prossimi anni.Credo che il futuro siano i giovani, ma ho ben chiaro in testa che la mia generazione, quella che nasce dalla coda dei babyboomers, ha una grande capacità di reinventarsi. Abbiamo il dovere di aiutare i giovani a trovare la loro strada, e dobbiamo scavare insieme fondamenta solide per il futuro loro e  per quello del Paese.Penso che fino a quando questo Paese non smetterà di lasciare le donne in disparte non se ne verrà fuori. Ma sono anche un po’ annoiata di dirlo, di scriverlo, di insegnarlo. Adesso vorrei che si mettesse in pratica e che questo accadesse dappertutto, e a partire dalle istituzioni.